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Tregua sui mercati: affonda l’oro, ma l’outlook rimane rialzista nel medio termine

Andamento a due velocità per l’oro, con le quotazioni che nella prima parte si sono mantenute sopra i 1300 $/oncia, per poi tornare sotto tale livello nella parte finale della settimana.

 


 

 

Inizialmente l’oro ha ricevuto una spinta dalle notizia secondo cui la Banca Centrale cinese, a marzo, aveva incrementato per il quarto mese consecutivo le proprie riserve di oro. Nello specifico, le riserve si sono attestate a 60,62 mln once da 60,26 mln di febbraio. In termini di tonnellate, l’inflow a marzo è stato pari a 11,2 ton, a febbraio 9,95, a gennaio 11,8 e a dicembre 9,95. Ricordiamo che nel corso del 2018 le varie banche centrali mondiali hanno comprato 651,5 ton di oro secondo il WGC, con la Russia che, in particolare, ha quadruplicato le proprie riserve. Nella seconda parte della settimana, al contrario, le quotazioni sono state impattate negativamente dal rialzo dei tassi reali, che continuano ad evidenziareuna certa correlazione con l’andamento dell’oro. Alcuni dati positivi provenienti dagli USA (sussidi di disoccupazione ai minimi da 50) e dalla Cina (forte rialzo dei nuovi prestiti) hanno portato ad un rialzo marcato dei tassi governativi (nominali) USA che si è riflesso anche in quelli reali.

 

 

Guardando alla componente speculativa, i dati della CFTC hanno evidenziato la scorsa settimana un incremento delle posizioni speculative nette lunghe. Ricordiamo però che i dati si riferiscono allo scorso martedì e non tengono conto pertanto del movimento di calo visto nella parte finale della settimana.

 

OUTLOOK: Il recente di rialzo dei tassi reali ha sicuramente penalizzato l’oro che però rimane ancora ben lontano dai minimi toccati nell’estate del 2018. Visti i fattori di incertezza ancora presenti sul mercato, la domanda in ottica di investimento dovrebbe mantenersi piuttosto forte. Pertanto, anche se nei prossimi mesi è possibile che vi sia qualche presa di profitto sul metallo giallo, riteniamo che queste fasi siano da considerarsi come temporanee. Siamo, infatti, di fronte al late cycle per l’economia USA, per cui andandoverso il 2020 ci aspettiamo una nuova fase di compressione dei tassi reali chedovrebbe sostenere le quotazioni dell’oro.

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