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Aggiornamento Guerra commerciale 30 Maggio 2019

Sui mercati continua a pesare l’impasse sulla questione commerciale che con l’aggiunta della tematica “terre rare” ed i continui botta e risposta tra i due Paesi appare di difficile soluzione in tempi brevi. L’ultima provocazione è giunta dal vice ministro degli esteri cinesi che ha parlato di terrorismo, sciovinismo e bullismo economico. In tale contesto la sessione di ieri ha visto una continuazione del risk-off con vendite dell’azionario ed acquisto di bond core, soprattutto tedeschi.

 

Il presidente americano Trump e il presidente cinese Xi

 

Negli USA, i timori che la guerra commerciale possa durare a lungo e dei relativi effetti sulla crescita, hanno portato il mercato a prezzare nei future sui fed funds ben 3 tagli dei tassi entro la fine del 2020. I Treasury, ben acquistati per buonaparte della giornata, hanno ritracciato parzialmente sul finale dopo la tiepida domanda all’asta del 7 anni. Sul fronte credito, maggio si appresta ad evidenziare il primo allargamento mensile dell’anno, come testimionato dalle quasi 100tranches lanciate sul mercato euro nel mese in corso, che, ad oggi, hanno registrato un allargamento dello spread nell’oltre 70% dei casi. Significativo anche il deflusso degli oltre 400Mln$ (il più marcato dallo scorso dicembre) che ha interessato il principale ETF sugli HY US (JNK US), nella sola seduta di martedì.

La guerra commerciale USA-Cina continua a pesare sui listini mondiali con ribassi generalizzati registrati ieri daiprincipali indici europei ed USA. Le vendite sono state diffuse, interessando un po’ tutti i principali settori, anche se ivolumi nel complesso non sono stati elevati, soprattutto in Europa, a differenza di quanto accaduto il giorno precedente.L’indice S&P500 ha rotto al ribasso il supporto 2800 che aveva arginato il calo nella prima parte del mese, andando a testare i 2776, livello dove si collocano le medie mobili a 200 giorni (semplici ed esponenziale). In Asia, questa notte le performance sono state invece miste, con SudCorea ed India positive, a fronte di una debolezza in Giappone e borsa locale cinese.

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