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Forexbreakfast 7 gennaio 2020

Prosegue l’escalation tra Stati Uniti e Iran dopo l’uccisione del generale Soulemani con lo scambio di provocazioni, per il momento solo a mezzo stampa, tra il presidente americano Trump e il regime iraniano. Sul fronte domestico, Trump ha un ulteriore fronte di sfida aperto con il Congresso che promette di dar battaglia sul tema impeachment che sembra tormentare particolarmente la Casa Bianca soprattutto dopo che l’ex consigliere della sicurezza nazionale John Bolton ha dichiarato di essere intenzionato a testimoniare nel processo al Senato (fonte: Reuters).
Sui mercati le prime giornate di contrattazione dell’anno si sono avvicendate all’insegna del risk off con forti vendite che hanno interessato tutti le principali borse mondiali. Tuttavia l’Asia questa notte ha fatto registrare buoni recuperi con tutti i principali listini in territorio positivo. La piazza migliore è stata Tokyo con l’indice Nikkei che mette a segno un +1.60%, mentre le borse cinesi rimangono indietro con Shanghai che chiude a +0.60% e Hong Kong a +0.34%.
Buono l’avvio di sessione in Europa dove tutti i principali listini aprono ben sopra il mezzo punto percentuale di recupero con il DAX in testa a +0.99%.
I contratti petroliferi ed energetici continuano a mantenersi su un territorio di forza legato alle tensioni in medio oriente: il petrolio WTI si mantiene in prossimità dei 63.0 dollari a barile, mentre il Brent scambia a quota 68.4 dollari a barile dopo aver toccato quota 70.5.

 

EURUSD

Il cambio principale continua a mantenersi tutto sommato stabile in area 1.1180 dopo l’aumento della volatilità che ha contraddistinto l’inizio del 2020 ed il marcato recupero del biglietto verde che ha portato il rapporto tra moneta unica e biglietto verde da quota 1.1230 fino in area 1.1130. I dati sull’inflazione in area euro dovrebbero vedere un lieve recupero della dinamica dei prezzi guidato da un miglioramento dei consumi nel mese di novembre rilevato anche nel dato sulle vendite al dettaglio confermando quindi uno scenario di relativa forza dell’euro.

 

USDJPY

Il recupero del cambio USDJPY è sicuramente imputabile all’atteggiamento di risk on sui mercati che ha visto vendite sullo yen giapponese. Il rapporto tra biglietto verde e divisa nipponica è passato infatti dai minimi in area 107.80 fino a quota 108.50 in apertura dei mercati europei con la possibilità di un ulteriore avanzamento qualora Wall Street confermasse il ritorno dei tori sulle piazze azionarie.

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