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#forexbreakfast 8 gennaio 2020

La sessione americana si è conclusa con un arretramento dei principali indici azionari in un clima interlocutorio che segue l’escalation di tensioni in medio oriente.

L’indice SP500 ha chiuso infatti in arretramento a -0.28%, il DOW Jones a -0.42% e il NASDAQ poco sotto la parità a -0.03%, mentre brillano gli asset rifugio come l’oro che torna su massimi che non si vedevano dal 2013 in area 1600 dollari l’oncia.

Nella notte è uscita la notizia di decine di missili iraniani che avrebbero colpito una base ospitante militari americani in in Iraq come riporta Reuters innescando una serie di vendite sui futures poi parzialmente recuperate.

Tutti gli analisti delle principali banche globali interpellati da Bloomberg sono concordi che allo stato attuale è molto difficile prevedere quali saranno le conseguenze dell’uccisione del generale iraniano Qasem Soleimani e pertanto ogni scenario è passibile di revisione anche molto profonda.

Il movimento degli investitori verso gli asset considerati “rifugio” è l’evidente conseguenza di questa situazione globale. Le infrastrutture legate al petrolio sono particolarmente vulnerabili nella regione e rappresentano quindi possibili bersagli in caso di escalation militare potrebbero portare ad un surriscaldamento delle quotazioni dei contratti petroliferi e del comparto energia.

L’apertura della sessione europea è negativa con tutti i principali listini in territorio negativo in linea con le contrattazioni in Asia di questa notte. L’indice Nikkei della borsa di Tokyo chiude in ribasso a -1.57%, l’indice Hang Seng a -0.83% mentre più resiliente rimane Shanghai che chiude a -0.57%.

 

EURUSD

Con il relativo rafforzamento del biglietto verde come asset rifugio a livello globale anche il rapporto tra moneta unica e biglietto verde si mantiene sui minimi relativi dell’anno formando un tentativo di affondo in area 1.1135 in concomitanza con l’avvio delle contrattazioni in Europa. Il dato negativo sugli ordinativi industriali in Germania mantiene alta la pressione sull’euro in attesa delle rilevazioni sui dati di fiducia in uscita questa mattina che dovrebbero descrivere una situazione per l’economia europea stabile anche se non esente da rischi.

 

USDJPY

Aumento significativo della volatilità sullo yen giapponese che nel rapporto con il biglietto verde arriva a toccare quota 107.65 nella notte in un clima di fortissime vendite. Tuttavia il movimento seguito all’attacco iraniano è rientrato integralmente sostenuto anche dalla relativa forza del biglietto verde e recupero dei futures, con il cambio USDJPY che scambia a 108.45 in avvio delle contrattazioni nel vecchio continente.

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