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#forexbreakfast 10 gennaio 2020

In un clima di generale distensione torna alla ribalta il tema mediorientale con il primo ministro canadese Justin Trudeau che accusa l’Iran di essere il responsabile dell’abbattimento del jet ucraino con a bordo 176 passeggeri tutti morti nel disastro nella notte in cui è partito l’attacco di rappresaglia dopo l’uccisione del generale Soleimani. Sul fronte statunitense il Congresso ha votato a maggioranza la risoluzione non vincolante proposta dallo speaker Pelosi sul tema dei poteri di guerra del presidente riappropriando il parlamento americano della prerogativa. Il War Power Resolution è passato con 224 voti favorevoli e 194 contrari e tra i supporter di questa misura anche tre dei più attivi sostenitori del presidente Trump, i repubblicani Gaetz, Massie e Rooney. I mercati percepiscono un certo disinteresse per una nuova guerra in medioriente e un generalizzato clima di fiducia che continua a mantenere sui massimi le quotazioni dei mercati. La sessione americana si è conclusa con l’indice SP500 a +0.67% e il DowJones a +0.74%, mentre le contrattazioni in Asia hanno restituito chiusure in verde, anche se più limitate. L’indice Nikkei ha chiuso a +0.47% seguito da Hong Kong a +0.27%, mentre svetta Shanghai a +0.99%. Nel vecchio continente la sessione si apre poco mossa con tutti i principali listini a cavallo della parità, forse indicatore di un esaurimento del movimento rialzista e possibili prese di profitto dopo i forti rialzi della settimana. Torna centrale anche il tema dell’accordo commerciale tra Stati Uniti e Cina che dovrebbe essere firmato il prossimo 15 Gennaio a Washington anche se giusto ieri, il presidente USA ha annunciato che invece l’accordo potrebbe essere firmato “poco dopo” la data inizialmente annunciata, una dichiarazione che potrebbe rivelare riserve da parte della Cina che non ha ancora ufficialmente confermato e i sospetti di più di un analista sulla fragilità dell’accordo stesso. EURUSD Il rapporto tra moneta unica e biglietto verde si attesta infatti abbastanza stabilmente sotto quota 1.11 in una fase di parziale forza del dollaro USA che si sta manifestando contro tutte le principali valute. L’attesa per la prima parte della giornata è per una certa interlocutorierà dei movimenti in attesa di un aumento della volatilità dei dati americani sul mercato del lavoro (nonfarm payroll) in uscita questo pomeriggio e che dovrebbero descrivere una situazione di persistente tonicità del mercato americano anche se con minore vivacità rispetto ai mesi precedenti. USDJPY La forza dei mercati azionari e del biglietto verde contribuisce a mantenere il rapporto USDJPY ancorato sui massimi a 109.50 anche in apertura di sessione europea con una significativa riduzione della volatilità. La seconda parte della giornata sarà invece caratterizzata da un aumento della stessa in concomitanza con la pubblicazione dei dati sui nonfarm payroll e dell’apertura di Wall Street nell’ultima sessione della settimana.

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