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#forexbreakfast 20 gennaio 2020

La settimana di contrattazioni si apre con l’assenza degli Stati Uniti chiusi per la festività del Martin Luther King day e con le maggiori personalità della politica e dell’economia che arrivano sulle montagne svizzere per l’apertura del summit di Davos. Al centro dell’agenda i nuovi temi caldi del decennio dal cambiamento climatico alla cannabis, dal commercio alla politica monetaria internazionale. Nel weekend si è svolto a Berlino un summit internazionale sulla Libia in cui si è raggiunto un accordo preliminare gettando le basi per un accordo di più ampio respiro che comprenda soluzione diplomatica e stabilizzazione dell’area. Tuttavia un rischio concreto all’accordo arriva quando il generale Haftar ha dichiarato il taglio dell’export di greggio mettendo immediatamente in discussione l’accordo raggiunto. L’intero comparto energia ha risentito della notizia all’apertura di domenica con un balzo di circa un punto percentuale con il WTI che apre a 59.50 dollari al barile salvo poi stornare e ritornando intorno ai 58.90 dollari al barile in avvio delle contrattazioni nel Vecchio Continente. Settimana importante anche sul fronte politico dove martedì prenderà il via il processo di impeachment del presidente americano Donald Trump. Al test del senato la possibilità di avere testimoni e documenti ammessi al dibattimento che catalizzerà l’attenzione del mondo intero. Sul fronte mercati, la sessione asiatica ha restituito chiusure contrastate con l’indice Nikkei della borsa di Tokyo che chiude a +0.18% limando i guadagni dell’avvio di seduta, mentre continuano a divergere gli indici cinesi con Hong Kong che chiude in ribasso dello 0.90%, mentre Shanghai mette a segno guadagni dello 0.79%. L’avvio della sessione europea rimane ancora interlocutorio con tutti i principali indici che scambiano sotto la parità: il DAX a -0.15%, Milano con il FTSE MIB a -0.12%, mentre Londra non approfitta dei ribassi sulla sterlina e cede lo 0.22% probabilmente penalizzata per l’avvicinarsi della questione brexit su cui l’Unione Europea sembra intenzionata a dare battaglia. EURUSD Prosegue la fase di debolezza della moneta unica che apre la settimana ancora sotto quota 1.10, livello che cerca di attaccare nelle prime ore della mattinata senza successo. Il cambio principale scambia in avvio di sessioen europea stabilmente intorno ad area 1.1090 con una possibile riduzione della volatilità vista in conclusione di settimana scorsa proprio per l’assenza degli Stati Uniti nella giornata di oggi. USDJPY Il rapporto tra biglietto verde e yen giapponese prosegue nel canale laterale tra 110.10 e 110.20 anche in avvio di sessione europea per effetto delle aspettative ancora contrastati in attesa di sviluppi sui mercati azionari e soprattutto dal fronte macroeconomico oggi piuttosto scarno di eventi di rilievo.

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