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#forexbreakfast 27 gennaio 2020

Con una misura straordinaria il governo di Pechino ha deciso di prorogare il periodo di festa in occasione del capodanno cinese a causa della minaccia del coronavirus che sta preoccupando il mondo intero. La conta delle vittime in Cina sembra aver toccato almeno le 80 unità e i casi di contagio ufficiali riportati intorno ai 3000 anche se l’allarme lanciato da più parti del mondo suggerisce che le informazioni trasmesse dal governo cinese siano molto inferiori rispetto al quadro reale. Gli effetti sui mercati continuano a rimanere pesanti. Le borse mediorientali aperte nella giornata di ieri hanno restituito risultati negativi innescando una serie di vendite anche in sessione asiatica con tutte le principali borse in rosso. Pesante l’indice Nikkei della borsa di Tokyo che cede oltre due punti percentuali, in linea con Hong Kong a -1.11% e Shanghai che chiude con oltre tre punti percentuali di perdita. Non diverso il colore rosso in avvio di sessione europea con tutti i principali indici che fanno registrare quotazioni sui minimi di periodo: Francoforte apre a -1.45%, Milano più leggera a -0.30%, mentre Londra a – 1.33%. Gli operatori, gli investitori e il mondo intero sta cercando di valutare l’impatto che la diffusione del coronavirus in Cina potrebbe avere globalmente con una corsa verso gli asset considerati rifugio. Sul fronte politico americano l’ex consulente per la sicurezza nazionale John Bolton, uno dei testimoni chiave nel processo di impeachment nei confronti del presidente americano Donald Trump, ha di fatto confermato nel suo libro le accuse mosse al presidente dai democratici chiamando in causa esponenti del partito che sostiene il presidente e altri ufficiali di alto rango alla Casa Bianca. Nel Vecchio Continente, a margine del forum economico di Davos è stata trovata l’intesa per un accordo tra Unione Europea, Cina e altri 15 paesi membri del WTO su un meccanismo di risoluzione delle dispute aprendo di fatto la strada ad un nuovo multilateralismo assestando un colpo al tentativo degli Stati Uniti di ritornare ad un sistema bilaterale. EURUSD Poco mosso il cambio principale che continua a mantenersi poco volatilie in prossimità di 1.1030. L’assenza di particolari spunti macroeconomici in avvio di settimana ha contribuito a confermare l’apprezzamento del biglietto verde come valuta rifugio nei confronti della moneta unica. La bassa volatilità questa mattina potrebbe comunque rappresentare una condizione solo temporanea dato la grande quantità di dati ed eventi macroeconomici di forte rilevanza previsti questa settimana. USDJPY L’apertura della sessione asiatica ha favorito largamente la divisa nipponica nel rapporto con il biglietto verde. Il cambio USDJPY ha visto l’apertura intorno a 108.80 questa notte salvo poi risalire sopra area 109.00 richiudendo parzialmente il gap in apertura di settimana.

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