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#forexbreakfast 4 febbraio 2020

Sembrano calmarsi le acque, almeno per oggi, su alcuni dei fronti caldi aperti in queste settimane. L’epidemia di coronavirus ha toccato ormai più di ventimila persone e un conto salatissimo in termini di vittime, oltre 400 in tutto il mondo, con il primo caso confermato ad Hong Kong. In questo contesto le azioni cinesi volte ad arginare il problema coronavirus e a sostenere economia e mercati abbiano rassicurato i mercati. Infatti sui mercati globali torna un clima di fiducia dopo che anche le borse asiatiche hanno chiuso la sessione notturna in positivo. Shanghai mette a segno un +1.21% seguita da Tokyo a +0.45%. Anche l’apertura delle borse nel Vecchio Continente è positiva con tutti i principali listini in recupero oltre il punto percentuale. Il DAX di Francoforte +1.04%, il FTSE100 di Londra +1.39% sostenuto dalla sterlina debole e il FTSE MIB di Milano allineato a +1.33%. Sul fronte energia è proseguita ieri la discesa delle quotazioni dei principali contratti petroliferi dopo la riduzione della domanda cinese del 20% per effetto del rallentamento delle attività economiche a causa del coronavirus. Il WTI ha toccato quota 50 dollari/barile salvo poi rientrare questa mattina sopra 51 dollari/barile. Il Brent invece ha sfiorato quota 54 dollari/barile per poi rimbalzare sopra 55 dollari/barile questa mattina. Il mercato sembra mettere alla prova la determinazione del gruppo OPEC+ (paesi OPEC più la Russia ndr) di mantenere le quotazioni su livelli più sostenuti. Sul fronte brexit tornano a scaldarsi i toni tra UK e EU dopo che ieri il primo ministro britannico ha sottolineato come il governo di Sua Maestà sia pronto allo scontro sul tema commerciale. Nella notte la Reserve Bank of Australia ha confermato l’outlook monetario sostenendo che i tassi sono adeguati e non c’è necessità di una riduzione del costo del denaro. La mossa ha fatto trapelare una certa fiducia e portando ad un rimbalzo del dollaro australiano. Forex Sul mercato valutario è ancora il dollaro a farla da padrone contro tutte le principali valute dopo la pubblicazione dei dati sul ISM Manifatturiero di ieri. Si discostano dallo scenario base alcuni casi peculiari come Australia e Regno Unito. EURUSD Dopo aver fatto registrare un iniziale affondo sotto 1.1040, il rapporto tra moneta unica e biglietto verde è tornato a scambiare leggermente più in alto a 1.1060. Le quotazioni non si discostano eccessivamente dall’area 1.1050 – 1.1060 anche in assenza di dati macroeconomici di rilievo previsti in giornata. USDJPY Con l’allungo dei futures americani e la sessione asiatica in forte recupero anche il rapporto tra biglietto verde e yen giapponese ha visto una decisa ripartenza. Il cambio si attesta sopra 109.00 in avvio di sessione europea sostenuto da forza di dollaro e scarico dell’accumulo di yen per effetto delle distensioni sui mercati.

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