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#forexbreakfast 14 febbraio 2020

I dati cinesi sui contagi da coronavirus non sembrano quadrare e hanno sollevato più di un sopracciglio nella comunità scientifica. Come segnalato ieri i dati sui contagi nel COVID-19 sono aumentati in modo significativo sul giorno precedente aumentando così le perplessità dei medici sull’effettiva capacità di Pechino di fornire dati affidabili. Se infatti l’aumento dei contagi sembra legato al nuovo metodo di calcolo, i dati appaiono comunque parziali e condizionati ai casi effettivamente accertati. In sostanza, in assenza del materiale per fare il test o di un’analisi della condizione del paziente, il dato non verrebbe registrato. Intanto arrivano le prime indicazioni sui dati cinesi per il mese di gennaio dove le vendite di veicoli sembrano in calo di circa 20 punti percentuali. Il dato sembra così allinearsi con le stime dell’OPEC sulla contrazione della domanda cinese di greggio per effetto della crisi da coronavirus.

La commissione europea ieri ha mantenuto stabili le proiezioni di crescita. Il PIL dell’area euro è atteso al 1.2% sia per il 2020 che per il 2021. Sul fronte crescita influiscono la debolezza relativa della moneta unica, l’instabilità politica in Germania e la domanda cinese in calo. Nel bollettino economico traspare come positivo il rasserenamento raggiunto con l’accordo USA Cina sul commercio, mentre il coronavirus continua a rappresentare un rischio globale. Anche le prospettive di inflazione sembrano migliorare. Il dato sulla dinamica dei prezzi è atteso al 1.3% nel 2020 per salire al 1.4% nel 2021.

Mercati

La sessione asiatica ha fatto registrare nella notte risultati ancora contrastati e alla ricerca a di nuove misure di stimolo da parte della Cina. Shanghai chiude in positivo dello 0.4% e in recupero dalla giornata precedente interessata dalla pubblicazione dei dati sull’aumento dei contagi. L’indice Nikkei della borsa di Tokyo cede lo 0.60% sulle dichiarazioni del ministro dell’economia Nishimura su una possibile debolezza del PIL nel quarto trimestre del 2019. L’avvio di sessione europea invece vede tutti i principali listini scambiare a cavallo della parità. Il DAX apre a -0.03%, Milano a +0.17% e Parigi a +0.01%. Il FTSE100 di Londra apre in rosso dello 0.42% probabilmente appesantito dai forti recuperi della sterlina di ieri.

Brexit

La giornata di ieri al cardiopalma a Londra dove in una mossa piuttosto drastica il primo ministro Boris Johnson si appresta ad un rimpasto del gabinetto di governo. Di particolare rilievo sono state le dimissioni del cancelliere dello scacchiere (il ministro dell’economia ndr) Sajid Javid che hanno innescato una serie di acquisti sulla sterlina inglese. Con una mossa inaspettata il primo ministro britannico ha nominato Rishi Sunak nuovo cancelliere. Jonhson assume così maggiore controllo sull’esecutivo per attuare il suo piano di spesa pubblica in deficit osteggiato dal precedente ministro.

Forex

La forza del biglietto verde continua a contraddistinguere i movimenti di mercato, mentre emerge evidente la debolezza della moneta unica.

EURUSD

Il cambio continua a macinare ribassi in un trend ribassista che ormai ha contraddistinto l’intero anno 2020 portando il rapporto tra moneta unica e biglietto verde da 1.1230 fino a 1.0830 dove scambia anche in avvio di sessione europea. La pubblicazione dei dati sul PIL in Germania inferiori alle attese e il mix tra economia europea debole ed economia americana più forte contribuiscono a mantenere il cambio sui suoi minimi relativi.

USDJPY

Il rapporto tra biglietto verde e yen giapponese rimane ancora stabile in area 109.80 anche in avvio di sessione europea. Nonostante i nuovi massimi delle borse americane e lo stanziamento delle altre borse globali sui massimi di periodo USDJPY rimane stabile in un contesto in cui il risk-on sembra quantomai precario.

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