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#forexbreakfast 25 febbraio 2020

Con il coronavirus ormai saldamente presente in Europa le preoccupazioni dell’Organizzazione Mondiale di Sanità si fanno più concrete. In un report recente infatti, il OMS ha sottolineato come la diffusione globale potrebbe difficilmente essere contenuta. Con l’aumento dei casi in Italia gli investitori hanno si sono spostati su asset rifugio come oro, titoli di stato e valute rifugio. Nella notte si è assistito ad un generale consolidamento dopo che l’agenzia governativa cinese NDRC ha reiterato, facendo seguito alle parole del presidente Xi, come le attività dovrebbero tornare a regime nelle prossime settimane.

Mercati

Sessione asiatica ancora in negativo con tutti i listini asiatici ampiamente in rosso. Lo Shanghai composite ha chiuso a -0.6% sugli avvertimenti del OMS di prepararsi ad una possibile pandemia fuori dalla Cina. I casi in Europa sono cresciuti rapidamente e le preoccupazioni per la situazione italiana fanno tremare i mercati. Il Giappone che ieri era chiuso per festività, l’affondo dell’indice Nikkei è stata molto pesante a -3.3%. La performance giapponese è allineata ai movimenti globali di ieri con il tracollo di tutte le borse principali. La sessione europea questa mattina vede un parziale recupero con i principali indici in positivo. Il DAX di Francoforte parte a +0.63%, il CAC40 a +0.60% e Londra a +0.36%. Sotto la parità Milano dove la propagazione dei casi durante il weekend ha messo a dura prova piazza Affari, già peggiore ieri, che apre a -0.21%.

Petrolio

Dopo l’affondo ieri sera le quotazioni petrolifere hanno ripreso a salire. Il WTI si è portato da area 50.50 $/barile fino a quota 52.00 salvo stornare questa mattina attestandosi in area 51.50. L’andamento ancora contrastato delle borse azionarie e le preoccupazioni per il rallentamento globale per effetto del coronavirus continuano a mantenere il comparto energia sotto pressione.

Forex

La giornata di ieri è stata caratterizzata da un forte atteggiamento di risk off con acquisti generalizzati su asset rifugio.

EURUSD

Dopo la pubblicazione dei dati sul PIL tedesco fermo nella rilevazione trimestrale, il cambio principale continua a mantenersi stabile sui minimi di periodo in area 1.0860. L’assenza di spunti macroeconomici di rilievo nella giornata potrebbe rendere gli scambi ostaggio dei posizionamenti degli investitori sul dollaro americano.

USDJPY

La giornata di ieri ha visto un affondo del cambio USDJPY da quota 111.50 dove stazionava in riapertura dei mercati di domenica fino ad arrivare a 110.30. Dopo la chiusura dei mercati americani il rapporto tra biglietto verde e yen giapponese si è riportato verso quota 111.00 su un primo tentativo di rimbalzo dei futures salvo poi rientrare verso area 110.60 in apertura delle borse europee.

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