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#forexbreakfast 25 marzo 2020

Il Congresso americano e la Casa Bianca sono riusciti a trovare l’accordo per un piano straordinario di sostegno all’economia da duemila miliardi di dollari. Nello specifico sono stati i senatori a raggiungere un accordo con l’amministrazione Trump su un pacchetto di misure per alleviare l’impatto economico del coronavirus sull’economia. L’accordo apre la strada all’implementazione di un vero e proprio bazooka da due trilioni di dollari che dovrebbe essere trasformato in legge nei prossimi giorni. Le principali voci di spesa vedono 500 miliardi per le industrie maggiormente colpite, 350 miliardi di prestiti per piccole e medie imprese e 250 miliardi di supporto all’occupazione. Cento miliardi saranno immessi nella sanità nazionale e 150 saranno inclusi in un fondo d’emergenza per i governi locali. L’effetto su tutti i principali mercati non ha atteso a farsi sentire. Forti rialzi generalizzati su tutto l’azionario e ritorno dell’appetito al rischio.

Mercati

Ieri si è assistito alla migliore chiusura di Wall Street dal 1933 con il DOW Jones che chiude a +11.37%. L’indice S&P500 fa registrare un +9.38%, mentre il NASDAQ segna +8.39%. Complici le prospettive di stimolo da parte delle banche centrali l’onda di recuperi ha investito anche le borse asiatiche. L’indice Nikkei della borsa di Tokyo balza di otto punti percentuali chiudendo a +8.04%. Gli indici cinesi recuperano anche se con meno forza. Shanghai chiude a +2.17%, mentre Hong Kong chiude a +3.81%. L’apertura dei mercati europei si allinea rapidamente al trend globale con tutti i principali listini in positivo. Il DAX di Francoforte apre a +2.70% in linea con il FTSE MIB di Milano a +2.80%. Bene anche il FTSE100 a Londra con +2.61% e il CAC40 di Parigi a +2.28%.

Petrolio

Un primo parziale tentativo di recupero del comparto energia è arrivato a seguito della presa di posizione degli Stati Uniti sul pacchetto di aiuti all’economia. I principali contratti petroliferi hanno visto un rimbalzo ieri. Il WTI scambia in avvio di sessione europea a 25.30 $/barile, mentre il Brent rimane allineato ai giorni scorsi a 29.90 $/barile.

Forex

Sull’accordo tra Casa Bianca e Congresso la forza del biglietto verde sembra iniziare a venir meno e lasciare spazio ad un ridimensionamento contro le principali valute.

EURUSD

Dopo un iniziale affondo ieri verso area 1.0750, la moneta unica torna a recuperare terreno riposizionandosi in area 1.0850 in apertura dei mercati europei. L’andamento si inquadra comunque in un contesto di lateralità sul medio termine in attesa di maggiori e più rassicuranti notizie sul fronte coronavirus e dal fronte macroeconomico che possano confermare un’eventuale allungo.

USDJPY

Il rapporto tra biglietto verde e yen giapponese continua a danzare nell’intorno tra 111.00 e 111.50 senza prendere per ora una direzionalità decisa. La pressione in vendita di yen sui rimbalzi di queste ore controbilancia per ora l’indebolimento generalizzato della divisa a stelle e strisce mantenendo le quotazioni stabili.

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