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#forexbreakfast 11 giugno 2020

A poco più di un mese dalle prime riaperture il mondo torna a preoccuparsi per una seconda ondata di contagi da coronavirus.

Contribuisce al clima di pessimismo anche la conferenza stampa del governatore della FED Powell. Il numero uno dell’istituto ieri ha illustrato un quadro a tinte fosche per l’economia americana. L’outlook reso noto da Powell mostrerebbe una contrazione del PIL di oltre 6 punti percentuali nel 2020 e l’inflazione ben lontana dall’obiettivo al 2%.

Sempre ieri sera il dot plot della FED evidenzia una prosecuzione della fase di tassi bassi fino al 2022. L’accomodamento monetario dovrebbe quindi continuare a caratterizzare i prossimi anni e sarà accompagnato da tutte le misure a disposizione della Federal Reserve.

L’istituto ha infatti reiterato che il tasso di acquisti di titoli dovrebbe proseguire al ritmo attuale di 120 miliardi di dollari.

 

Mercati

Dopo la riunione di politica monetaria i movimenti di ribasso sui mercati si sono fatti più marcati. Tornano a preoccupare gli operatori le prospettive per una seconda ondata di contagi. Gli indici americani hanno virato in negativo. Il S&P500 ha chiuso in ribasso a -0.53% e il DOW Jones a -1.04%. Vira invece in controtendenza il NASDAQ dei tecnologici a +0.67%.

La sessione asiatica ha visto ribassi pesanti soprattutto a partire da metà seduta. L’indice Nikkei della borsa di Tokyo ha chiuso a -2.82%. Sorte identica per le borse cinesi. L’Hang Seng di Hong Kong ha chiuso a -1.94% mentre Shanghai a -0.75%.

Apertura molto negativa anche in Europa sulla scia delle preoccupazioni in Asia. Il DAX di Francoforte apre a -2.60% in linea con il CAC40 di Parigi a -2.60%. Il FTSE MIB di Milano apre in rosso a -2.55% e il FTSE100 di Londra a -2.26%.

 

Forex

Prosegue la fase di debolezza relativa del dollaro americano e della sterlina inglese dopo gli attacchi al primo ministro Johnson sulla gestione della crisi da coronavirus.

 

EURUSD

La moneta unica si attesta in area 1.1360 dopo una sessione asiatica all’insegna della volatilità. Ieri sera in occasione della riunione della FED il cambio EURUSD è arrivato a toccare quota 1.1420. Permane una certa debolezza relativa del biglietto verde che si manifesta con il consolidamento delle quotazioni attuali.

 

USDJPY

Con la debolezza relativa del dollaro americano e i mercati in arretramento, anche USDJPY soffre. Il rapporto tra biglietto verde e yen giapponese si attesta stabile in area 107.00 in avvio di sessione europea.

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