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#forexbreakfast focus commodities

Dopo i dati positivi dello scorso periodo, questa settimana è stata una doccia fredda per gli operatori.
Cruciale per l’attuale frenata è stato il timore per una ripresa dei contagi da coronavirus e quindi la possibilità di un ulteriore frenata dell’economia; soprattutto negli Stati Uniti. Il Bloomberg commodity Index ha registrato un calo del 1,5% aggravato soprattutto dal settore energetico che ha fatto registrare un calo del 6%, e in parte anche dal settore agricolo che è calato del 1,3%.
A salvarsi in parte è stato il comparto dei metalli industriali che è calato solo dello 0,5%. L’unico settore che ha chiuso in positivo è stato quello dei metalli preziosi, in rialzo del 2,6%.

Petrolio
A guidare il calo del settore energetico è stato il petrolio, che è tornato a scambiare sotto ai 40$/b praticamente annullando il guadagno registrato nella prima settimana di giugno. Su questo calo non solo hanno pesato i timori per una nuova ondata di contagi, ma hanno influito anche; primo la decisione dell’Arabia Saudita e di altri paesi dell’OPEC di non prolungare per luglio i tagli alla produzione adottati per maggio e giugno di circa 1,2 mln b/g; secondo, il forte rialzo delle scorte USA, in un periodo in cui solitamente dovrebbero calare per via di una maggiore domanda da parte delle raffinerie.

Oro
Grazie al clima di incertezza che si registra attualmente brilla l’oro. Il metallo giallo ha ripreso forza la scorsa settimana, anche se non è riuscito a superare quota 1755. Da due mesi circa le fluttuazioni dell’oro rimangono in un range compreso tra 1670 e 1775. Più questa situazione si protrarrà nel tempo più sarà lecito aspettarsi una forte rottura a ribasso o a rialzo.

Rame
Nonostante il comparto dei metalli industriali sia risultato in calo, il rame insieme all’oro è stato l’unica commodity a muoversi in controtendenza. A suo beneficio sono andati; 1) il calo delle scorte in Cina, tornate ai livelli di inizio anno; 2) i timori che un aumento dei contagi in Cile possa portare a una riduzione della produzione da parte del primo produttore mondiale. La scorsa settimana dopo aver superato quota 5660 il rame è arrivato a toccare quota 5800, per poi rallentare nella fase risk-off. Il metallo tutt’ora risulta in fase di ipercomprato, il che significa che nelle prossime sedute potrebbero prevalere le prese di profitto; in caso rallentandone sicuramente la salita.

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