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Settimana di cautela per il mercato valutario. Nonostante un generale ritorno ad un clima risk-on, nel marcato valutario ha prevalso la cautela con l’apprezzamento delle valute rifugio (yen, franco svizzero) e del dollaro statunitense. Male la sterlina che si è deprezzata sia contro l’euro sia contro il dollaro, probabilmente gli operatori hanno giudicato insufficienti le misure messe in campo dalla banca centrale inglese per fronteggiare la crisi.

Settimana negativa per il comparto delle valute dei paesi emergenti, con le valute dell’America latina in testa. Positivo solo il peso colombiano che ha seguito le altre oil currency come rublo, corona norvegese e dollaro canadese.

Continuano ad aumentare le posizioni nette rialziste sull’euro/dollaro, salite al massimo da due anni.

 

 

EUR/USD

Dopo aver toccato area 1,1350 il cambio ha ceduto verso i livelli di inizio giugno, in area 1,12. Cruciali per questo cedimento son stati i buoni dati economici statunitensi risultati sopra le attese e l’incertezza nei paesi dell’unione europea legata al recovery plan.

A ribasso il primo supporto da monitorare è in area 1,1150. Il superamento di questo livello potrebbe portare il cambio in zona 1,0991. Mentre a rialzo la prima resistenza da monitorare è in area 1,1429 e in area 1,1448.

EUR/GBP

Settimana positiva per il cambio che finalmente ha superato quota 0,90, puntando quota 0,9148.

A rialzo la resistenza da monitorare è quella posta in area 0.9148 e successivamente quella posta a 0.9325.

A ribasso il supporto da monitorare è in area 0.8925 e successivamente quello posto in area 0,8711.

EUR/JPY

Settimana positiva per la valuta giapponese, il cambio si è spinto sotto quota 120 per la prima volta da inizio giugno. Il cambio sta ritestando la trendline ribassista rotta a inizio giugno. Un ritorno del cambio sotto tale linea potrebbe significare che la rottura a inizio giugno sia stata solamente un falso segnale.

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