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Settimana molto movimentata quella appena passata. È stata caratterizzata infatti da un aumento della volatilità a causa di potenziali eventi market mover. In primis il meeting Bce seguito dallo stallo sul fronte brexit, che si è riflesso negativamente sulla valuta britannica.

A inizio settimana il cambio è tornato a puntare quota 0,90 a seguito del proseguimento dei colloqui.

Il cambio Eur/Usd è rimasto sotto i massimi dell’anno registrati la settimana precedente a 1,2179.

Si attendono il meeting Fed e i dati PMI che potrebbero innescare ulteriore volatilità nel cambio.

Grazie al rialzo delle quotazioni petrolifere, le commodity currency si sono apprezzate, in testa rublo, dollaro australiano e rand sudafricano. Cala invece il peso messicano dopo l’approvazione della legge che obbliga la banca centrale ad acquistare i dollari dalle istituzioni finanziarie che non riescono a collocarli altrove.

Torna in fase di debolezza la lira turca, dopo possibili sanzioni da USA ed Unione Europea.

 

Eur/Usd

La scorsa settimana il cambio Eur/Usd è rimasto in fase rialzista. Non è riuscito a superare il supporto posto a 1,2066, successivamente è rimbalzato verso area 1,2180.

L’oscillatore daily segnala una fase di ipercomprato, quello weekly si sta avviando verso la stessa zona. È lecito aspettarsi una pausa dunque del movimento rialzista.

I supporti da monitorare sono in area 1,2066-1,2080 seguiti da 1,1837.

Eur/Gbp

Settimana volatile per il cambio Eur/Gbp che è arrivato in area 0,92, per poi chiudere la settimana in zona 0,9145/0,9162.

Finché il cambio rimarrà sopra quota 0,90 resterà in fase neutro rialzista. Un superamento di quota 0,92 potrebbe portare il cambio verso 0,93.

Al ribasso resta il supporto a 0,8873.

Eur/Aud

Settimana in discesa per il cambio con il dollaro australiano. La valuta australiana si è apprezzata, provocando la discesa del cambio con l’euro che è andato a testare il supporto a 1,6082.

L’oscillatore settimanale è in fase di ipervenduto. Lecito aspettarsi nel breve futuro un ribalzo.

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