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A caratterizzare la settimana appena passata è stata la volatilità del dollaro, che dopo un iniziale deprezzamento, ha chiuso la settimana con un apprezzamento pressoché generalizzato, in un contesto risk-off. Il cambio Eur/usd dopo essersi portato verso quota 1,2250, sulla scia dei buoni dati tedeschi e delle parole di Powell, ha rintracciato verso area 1,2050. A rafforzare il dollaro è stato il clima risk-off causato dal rialzo dei tassi.

Settimana volatile anche per la sterlina, che nel cambio con l’euro dopo essere arrivata in area 0,85 ha chiuso la settimana in area 0,8570.

Il rialzo dei tassi usa ha penalizzato le valute emergenti, lira turca e rand sudafricano particolarmente.

Questa mattina il clima più positivo sta giovando alla lira turca, che beneficia anche dell’allentamento delle misure. In apprezzamento anche il dollaro australiano nonostante la decisione della banca centrale di raddoppiare gli acquisti qe.

 

Eur/Usd

Settimana molto volatile per il cambio eurodollaro. Che è rimasto nei livelli indicati in precedenza.

Gli oscillatori sembrano avvalorare la tesi di una fase ribassista. Per avvalorare questa tesi però, è necessaria una rottura del supporto a 1,20. In caso contrario possibile rimbalzo in area 1,2285.

Eur/Gbp

Dopo aver registrato nuovi minimi da oltre un anno, il cambio ha interrotto il ribasso che durava da oltre 4 settimane. Il forte impreveduto della scorsa settimana ha fatto sentire i suoi effetti. Impendendo al cambio di chiudere sotto quota 0.8623. solo una chiusura sotto tale soglia potrebbe portare il cambio verso quota 0,83. Al rialzo la prima resistenza passa per 0.87.

Euro/Yen

Il cambio con la moneta nipponica ha fato segnare nuovi massimi dal 2018, arrivando a toccare quota 130.

Gli oscillatori sono ormai da settimana in ipercomprato.

Al ribasso il supporto da monitorare resta a 127,50. Se venisse rotto tale supporto, non sarebbe da escludere un’inversione del movimento.

 

Euro/Try

La lira turca è stata la peggior valuta della settimana. Il cambio con l’euro ha registrato un aumento del 6,2% da agosto 2018.

Tuttavia, il movimento rialzista si è fermato sulla resistenza a 9,05.

L’oscillatore di medio periodo segnala un forte ipervenduto, quindi non p da escludere un ritorno della forza rialzista. Al ribasso resta da monitorare area 8,45.

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