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La scorsa settimana è stata caratterizzata dalle riunioni di numerose banche centrali. Quello del comprato emergente si son dimostrate attive nella politica di modifica dei tassi di riferimento.

Si sta assistendo ad un’accelerazione dell’inflazione e molte banche centrali hanno promesso ulteriori misure restrittive.

La banca centrale brasiliana e quella turca hanno aumentato il costo del denaro (75pb e 200 pb) entrami aumenti maggiori delle attese. Ha sorpreso la Russia che ha alzato il costo del denaro di 25 pb.

Le azioni della BC turca sono state annullate però dalla decisione di Erdogan di licenziare il governatore della banca centrale, per sostituirlo con un ex membro del partito del governo, che risulta essere molto critico sull’atteggiamento adottato dalla BC turca.

Anche la bc Giapponese si è attivata, modificamento la banda di oscillazione sul tasso decennale e cambiando gli acquisti di ETF azionari.

 

Eur/Usd

Settimana di lateralità per l’eurodollaro che è rimasto in un range compreso da 1,1837 e 1,20.

Gli oscillatori non offrono spunti e solo una rottura dei due livelli potrebbe dar direzione al cambio.

Se venisse rotta la resistenza a 1,20 il passo successivo potrebbe essere 1,21. Mentre un rottura la ribasso potrebbe direzionarsi verso area 1,1756.

Eur/gbp

Il cambio ha segnato nuovi minimi dell’anno arrivano a 0,8533.

Aumentano le possibilità di un rimbalzo tecnico. L’oscillatore settimanale è in ipervenduto ormai da diverso tempo.

Se venisse rotta la resistenza a 0,8623, il target successivo potrebbe essere 0,8791.

Eur/Yen

Dopo diversi tentativi di superare la resistenza a 130, il cambio ha perso forza verso le ultime sedute della settimana. Gli oscillatori sono in terreno di ipercomprato, aumento i rischi di prese di profitto.

Al ribasso resta da monitorare area 128,90.

Eur/try

La decisione di Erdogan di sostituire il governatore della banca centrale ha portato nuove pressioni rialziste sul cambio con la lira turca.

In caso venisse superata la resistenza a 9,42 e quella a 9,55 poi, si aprirebbe nuovamente la strada verso i massimi storici a 10.

Eur/rub

Le pressioni USA da parte del Presidente Biden hanno rinnovato la debolezza del rublo, portando a un marcato rialzo il cambio.

Al ribasso solo una chiusura sotto 86,50 potrebbe ridare forza al movimento ribassista.

Al rialzo da monitorare 88,80.

 

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